Definizione

“Cisti del coledoco” è la denominazione utilizzata per indicare qualsiasi dilatazione congenita della via biliare principale (che porta la bile dal fegato all’intestino) o delle vie biliari intraepatiche. Spesso, il motivo dello sviluppo di una cisti del coledoco è uno sbocco troppo precoce della via biliare principale nel dotto pancreatico, prima che si svuoti nell’intestino. Questo sbocco troppo precoce crea un canale comune, che conduce al reflusso di succo pancreatico nel tratto biliare, causando irritazione della via biliare principale e favorendo lo sviluppo di una cisti del coledoco. Le conseguenze a lungo termine possono essere la cirrosi biliare e/o il cancro del tratto biliare.
L’incidenza in Europa è di 1 caso su 100.000 nati, in Asia essa è fortemente aumentata.

 

Sintomi

La cisti del coledoco viene rivelata da crisi dolorose addominali, o da una pancreatite, da un ittero o dalla presenza di una massa del fianco destro. Dopo l’infanzia, la cisti può degenerare in un carcinoma.

 

Diagnosi

La diagnosi prima della nascita è possibile se la dilatazione del coledoco è importante, visibile all’ecografia prenatale. Il rischio principale è quello di essere confusa con un’atresia delle vie biliari (cfr. capitolo sull’atresia delle vie biliari) di forma cistica che richiede un trattamento urgente.

Dopo la nascita, la diagnosi viene posta mediante ecografia, alla comparsa dei sintomi. La diagnosi precisa della morfologia della cisti del coledoco si basa sulla colangio-pancreatografia a risonanza magnetica (colangio-RM).

 

Trattamento

Il trattamento è sempre chirurgico. Esso deve essere condotto precocemente, per limitare lo sviluppo di una fibrosi/cirrosi epatica o di complicanze della cisti, quali una pancreatite o una colangite (infezione delle vie biliari). L’intervento chirurgico comporta l’exeresi di tutta la via biliare principale suscettibile di cancerizzazione e della colecisti; segue una ricostruzione della via biliare, utilizzando un’ansa intestinale innestata verso il fegato.

 

Prognosi

I risultati postoperatori sono buoni, con guarigione clinica di solito senza sequele, normalizzazione biologica ed ecografica. Tuttavia, è necessario un prolungato monitoraggio ecografico annuale.

 

 

Prof.ssa Barbara Wildhaber
2014